LA NOSTRA STORIA

Sembra ieri, era la fine del 1980. In una delle aule per il catechismo, in traversa XIV, una quindicina di persone sta mettendo a fuoco i problemi che riguardano gli anziani del Villaggio Prealpino che hanno superato i sessant’anni.

Ci siamo riuniti perché siamo persone approdate al Villaggio, dalle più disparate zone della provincia, per motivi diversi, con diversi programmi di vita; ora che, col passare degli anni, le amicizie si sono cementate, sentiamo più vivo il bisogno di una comunità in cui si possa ridere e piangere insieme, tenendoci per mano, sostenendo chi incomincia a traballare.

Non ce n’accorgemmo subito, ma allora nacque la prima esperienza di buon vicinato, ma anche di volontariato al villaggio Prealpino. Essere prossimo è uno dei modi di interpretare la solidarietà: l’idea guida del primo piccolo gruppo. In un quartiere come il nostro, si vedeva la necessità di realizzare una rete di rapporti nell’ottica dell’attenzione ai bisogni, allo scopo di rendere migliore la qualità del vivere insieme.

Mi piace ricordare, tra i pionieri dell’impegno, Angelo Boniotti, Maria Zucchini, Domenico Castelli, Carla Pedrazzoli, Angela Zani, Liliana Piccirillo, Lina Sanzogni, Sperandio Ferrari, Rita Instuli Codenotti, Lina Frignati, Lino Formenti, Adelina Bettinsoli, Maria Barbieri, Teresa Gallina, Bruna Vezzoli, Maria Castelli, Lucio Bregoli; sono loro, con altri ancor oggi attivi, che hanno dato vita al “Gruppo animatori anziani”, o “della Terza età”. Nel tempo, senza rumore, altri volontari si sono aggiunti e si aggiungono tuttora a questi promotori della Solidarietà, che oggi hanno una propria sede ed una struttura che si regge principalmente sui valori della disponibilità, della collaborazione e dell’amicizia.

Sembra ieri, quel lontano 1992, quando la nostra associazione prese il nome di “Solidarietà Viva”; niente, almeno agli inizi. Invece, giorno dopo giorno, in punta di piedi, sono trascorsi più di venticinque anni.

Non mi pare vero, se penso ai progetti realizzati, alle svariate attività ricreative e motorie, ai laboratori manuali, al teatro, ai corsi di lingue e di recitazione, ai grandi viaggi ed al turismo assistito, ai soggiorni marini durante l’estate, agli incontri della cultura, alle feste, alla memoria, ai momenti. di riflessione e di convivialità che continuano a riempire, allietare le giornate di vite avanzate, vissute ancora con entusiasmo e soddisfazione. Ma il fiore all’occhiello dell’Associazione è la risorsa di tanti volontari a favore di anziani in difficoltà, la cura nei confronti di persone tristi e depresse. Si cerca, se possibile, di entrare nella loro vita, nella loro tristezza, con visite a casa, negli ospedali, nelle case di riposo, perché tutti si sentano parte di una grande famiglia in cui nessuno viene lasciato solo.

Testo tratto da “Gesti d’amore per una comunità”, GAM editrice, Brescia 2007